La lussazione mandibolare è una problematica molto fastidiosa delle articolazioni temporo mandibolari. In questo articolo, esploreremo le principali cause, i sintomi e i trattamenti relativi alla lussazione della mandibola, con unlinguaggio semplice e accessibile, ma allo stesso tempo rigoroso. Scoprirete come un approccio gnatologico integrato possa risolvere i problemi legati all’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
Per lussazione della mandibola si intende lo spostamento anomalo del condilo mandibolare dalla sua posizione fisiologica all’interno dell’articolazione temporo-mandibolare. L’ATM è una struttura complessa, composta da diverse componenti ossee, cartilaginee e muscolari, che permette il movimento di apertura e chiusura della bocca, nonché i movimenti laterali e antero-posteriori della mandibola. Quando una delle strutture che costituiscono l’ATM subisce un’alterazione – ad esempio per una sollecitazione eccessiva, un trauma o un disallineamento mandibolo cranico – il condilo può scivolare fuori dalla sua sede, provocando appunto la lussazione mandibolare.
A differenza di un semplice “click” o di un rumore articolare frequente, la lussazione vera e propria implica un’uscita del condilo oltre il suo limite anatomico, con conseguente difficoltà o impossibilità di chiudere la bocca e, talvolta, dolore acuto. In certi casi, può essere necessaria la manovra di riposizionamento eseguita da un professionista, ma in altri si assiste a una forma più lieve, detta sublussazione, in cui la mandibola rientra spontaneamente in sede dopo uno sforzo o un semplice movimento.
Le cause principali di una lussazione mandibolare sono:
Dal punto di vista gnatologico, la lussazione della mandibola non è semplicemente un evento traumatico isolato, ma può rappresentare la conseguenza di una serie di squilibri che interessano l’intero sistema masticatorio. Tra le principali cause rientrano:
1. Malocclusioni dentali: un allineamento scorretto dei denti può alterare i rapporti tra le arcate dentarie, costringendo la mandibola a posizioni non fisiologiche. Ciò esercita una pressione eccessiva sull’ATM, favorendo la comparsa di disfunzioni articolari, tra cui la lussazione.
2. Stress e bruxismo: lo stress quotidiano può portare a stringere o digrignare i denti (bruxismo), sovraccaricando i muscoli masticatori e l’articolazione temporo-mandibolare. Nel tempo, queste abitudini possono contribuire a destabilizzare la posizione del condilo e aumentare il rischio di lussazione.
3. Alterazioni posturali: la connessione tra postura e sistema cranio cervico mandibolare è sempre più riconosciuta. Una postura scorretta del capo, della cervicale o dell’intera colonna vertebrale può influire sulla posizione della mandibola e sui carichi che gravano sull’ATM, predisponendo così a disfunzioni mandibolari.
4. Traumi: un colpo diretto sul mento o sulla mandibola, cadute, incidenti stradali o sportivi possono provocare uno spostamento brusco della mandibola e portare a una lussazione.
I sintomi associati alla lussazione della mandibola possono variare, ma alcuni segnali sono più comuni:
– Impossibilità o difficoltà a chiudere la bocca: la mandibola può rimanere bloccata in una posizione aperta, rendendo difficile o impossibile chiudere completamente la bocca; spesso si percepisce un vero e proprio “blocco” dell’articolazione.
– Dolore acuto: specialmente nella regione preauricolare (vicino all’orecchio) o lungo i muscoli masticatori.
– Sensazione di scatto o di “fuori posto”: la mandibola può dare la sensazione di “scivolare” in modo anomalo.
– Rumori articolari: possono manifestarsi “click” evidenti, anche se i rumori articolari da soli non sempre indicano una vera lussazione, ma possono comunque rappresentare un campanello d’allarme.
– Gonfiore o infiammazione: in caso di lussazione acuta, l’area circostante l’ATM potrebbe risultare gonfia o sensibile al tatto.
La gnatologia neuro mio fasciale pone l’accento sulla connessione tra la componente neurologica, muscolare e fasciale dell’apparato masticatorio. Questo approccio integrato valuta non solo la singola articolazione temporo-mandibolare, ma l’intero sistema che ne regola il movimento e la funzione.
– Componente muscolare: i muscoli masticatori, in particolare il massetere, il temporale e lo pterigoideo, svolgono un ruolo chiave nella stabilità e nel movimento della mandibola. Tensioni, contratture o squilibri di forza possono aumentare la probabilità di lussazione.
– Componente neurologica: i nervi che innervano la mandibola e i muscoli masticatori (tra cui il trigemino) sono fondamentali nella percezione del dolore e nel controllo motorio. Un’alterata trasmissione degli impulsi nervosi può determinare reazioni muscolari anomale e favorire le disfunzioni articolari.
– Componente fasciale: le fasce sono involucri di tessuto connettivo che avvolgono i muscoli e possono influire sulla postura e sulla dinamica mandibolare. Tensioni o restrizioni fasciali potrebbero concorrere a modificare la posizione del condilo.
L’obiettivo principale di una riabilitazione odontoiatrica in chiave neuro mio fasciale è ripristinare l’equilibrio funzionale di tutti questi componenti, in modo da fornire una soluzione duratura che vada oltre il semplice riposizionamento della mandibola.
Una corretta diagnosi è il primo passo per impostare un percorso di riabilitazione odontoiatrica efficace. Lo gnatologo, dopo aver ascoltato la storia clinica del paziente e aver effettuato un’accurata visita, può avvalersi di:
1. Esame clinico: valuta la mobilità articolare, la presenza di rumori o scatti, l’eventuale dolore durante i movimenti.
2. Analisi occlusale: attraverso strumenti specifici, come i modelli di studio delle arcate dentarie o l’utilizzo di software dedicati, il professionista verifica l’allineamento dentale.
3. Esami strumentali: radiografie, ortopantomografie, risonanze magnetiche o TAC dell’ATM, permettono di individuare eventuali alterazioni anatomiche del condilo, del disco articolare e delle strutture circostanti. Esami funzionali come l’elettromiografia della muscolatura masticatoria, la chinesiografia mandibolare e la TENS consentono di individuare con estrema precisione quali sono le dinamiche funzionali del paziente e come correggerle.
La terapia della lussazione della mandibola mira a ripristinare la corretta posizione del condilo e a garantire la stabilità dell’articolazione nel lungo periodo. In ottica neuro mio fasciale, il trattamento di solito include:
1. Riposizionamento manuale o chirurgico: se la lussazione è acuta, il primo passo può consistere nella manovra di riposizionamento eseguita dal medico specialista. Nei casi più gravi, in cui il riposizionamento manuale non è sufficiente, si potrebbe valutare un intervento chirurgico, sebbene sia un’eventualità più rara.
2. Bite e placche occlusali: l’utilizzo di dispositivi intraorali personalizzati può aiutare a stabilizzare la mandibola in una posizione corretta, riducendo lo stress sull’ATM. I bite sono spesso impiegati anche per gestire il bruxismo e altre parafunzioni.
3. Terapia neuromuscolare: attraverso tecniche di rilassamento muscolare, esercizi specifici e terapie fisiche (come l’elettrostimolazione o il biofeedback), si punta a riequilibrare il tono dei muscoli masticatori e a migliorare il controllo motorio della mandibola.
4. Fisioterapia e osteopatia: queste discipline possono risultare molto utili nel trattare problemi posturali, tensioni muscolari o squilibri fasciali che contribuiscono alla disfunzione temporo-mandibolare. In un’ottica multidisciplinare, il fisioterapista o l’osteopata lavorano in sinergia con lo gnatologo per ristabilire la corretta biomeccanica mandibolare.
5. Educazione e correzione delle abitudini: ridurre lo stress, evitare comportamenti dannosi (mordicchiare penne, gomme da masticare in eccesso, appoggiare il mento sulla mano per lungo tempo) e migliorare la postura sono elementi fondamentali per una riabilitazione duratura.
La prevenzione è fondamentale per evitare l’insorgenza o l’aggravamento della lussazione della mandibola. Alcuni consigli utili in ambito gnatologico sono:
– Eseguire visite di controllo periodiche: recarsi regolarmente dal dentista o dallo gnatologo permette di individuare precocemente eventuali malocclusioni o segni di disfunzione temporo-mandibolare.
– Curare la postura: correggere vizi posturali, come posizionare il monitor del computer all’altezza corretta o mantenere una postura eretta durante l’uso dello smartphone, può ridurre lo stress sull’ATM.
– Gestire lo stress: praticare attività rilassanti, come lo yoga o la meditazione, può aiutare a diminuire tensioni muscolari e a controllare il bruxismo.
– Evitare movimenti mandibolari estremi o abitudini viziate: sbadigli eccessivamente ampi o masticazione vigorosa di cibi duri e gomme, l’abitudine a mangiarsi le unghie ( onicofagia) possono aumentare il rischio di lussazione.
Uno studio di gnatologia specializzato in riabilitazione odontoiatrica neuro mio fasciale dispone delle conoscenze e delle competenze necessarie per valutare il problema della lussazione della mandibola nel suo insieme. Attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolge odontoiatri, fisioterapisti, osteopati e, talvolta, psicologi, è possibile:
– Individuare la causa reale del problema: che si tratti di una problematica della relazione mandibolo cranica, di una malocclusione, di abitudini viziate o di squilibri muscolari, è fondamentale agire alla radice per ottenere risultati duraturi.
– Impostare una terapia personalizzata: ogni paziente è diverso, per cui il piano terapeutico deve essere individualizzato. La terapia gnatologica deve ridare al paziente tutto quello che necessita per ottimizzare la funzione mandibolo cranica.
– Monitorare i progressi nel tempo: una volta risolto l’episodio acuto di lussazione, il mantenimento dei risultati passa per controlli periodici, suggerimenti di igiene orale e correzione di eventuali abitudini negative.
– Prevenire le recidive: solo agendo su tutte le possibili concause si riduce significativamente il rischio che la lussazione mandibolare si ripresenti.
La lussazione della mandibola può rappresentare un evento doloroso e invalidante, ma con un approccio gnatologico integrato e neuro mio fasciale è possibile risolvere il problema alla radice. Identificare le cause, correggere eventuali malocclusioni, gestire lo stress e rieducare la muscolatura costituiscono passaggi fondamentali per una riabilitazione di successo.
Prendersi cura della propria articolazione temporo-mandibolare non significa soltanto evitare episodi di lussazione, ma anche migliorare la propria qualità di vita, prevenendo disturbi collaterali come mal di testa, dolori cervicali e tensioni muscolari. Con un approccio preventivo, mirato e personalizzato, la gnatologia neuro mio fasciale offre soluzioni efficaci, naturali e stabili nel tempo, aiutandovi a ritrovare il benessere complessivo del vostro sistema masticatorio.
La Dott.ssa Paola Miglietta e l’equipe dello studio Miglietta sono pronti ad aiutarti e seguirti nel percorso di cura.